ATTENZIONE! PRIMO MAGGIO

Il lavoro è diventato struttura portante dell’economia delle nazioni in epoca moderna. Le implicazioni sono varie per cui non si può dire se sia proprio un bene o un male ma lo è diventato perciò, oggi, è così.

Il Primo giorno di maggio è quindi diventato importante perché è la festa per i “diritti dei lavoratori”. 

Una festa che nasce dalle manifestazioni dei lavoratori di uno degli Stati d'America, l'Illinois, in cui si chiedeva di avere definite le 8 ore giornaliere come orario lavorativo.
Richiesta che venne ottenuta e festeggiata, appunto, il 1° maggio del 1867. Ma solo nell'Illinois.
Nel 1884 anche lo Stato di New York si unì alla protesta e l'Associazione dei "Cavalieri del lavoro" (knights of Labor) arrivò a concordare che la manifestazione avesse una ricorrenza annuale.

Non tutte le manifestazioni furono pacifiche e ci furono morti in conseguenza delle proteste sia da parte dei manifestanti, a causa degli atti di repressione da parte della polizia, sia da parte della polizia, che fu colpita da bombe lanciate da manifestanti.

Nella "Seconda internazionale", l'Associazione internazionale dei lavoratori, che si tenne nel 1889 a Parigi, il 1° maggio fu definitivamente dichiarato "Festa internazionale del lavoro".
Nel 1955 anche il mondo cattolico istituì il 1° maggio come festa di "San Giuseppe lavoratore" perché la data fosse partecipata a pieno titolo anche dai lavoratori cattolici.

La festa fu “degradata” e spostata di data durante il periodo fascista ma venne ripristinata al termine del conflitto mondiale, già nel 1945 con la definizione anche di “giorno festivo”.

Nel 1947 fu funestata dall’eccidio mafioso a Portella della Ginestra.

Arriviamo ai giorni nostri, in Italia, nel 1990, per arrivare a definire il “Concertone del 1° maggio” come momento di unione di tutte le formazioni sindacali in questo grande concerto che inizia il pomeriggio e si protrae fino a notte.

Arriviamo quindi all’oggi, a questo anno particolare in cui al governo si trova una coalizione di “centro-destra” cui devono essere continuamente ricordati i principi della Costituzione perché insiste nel voler cercare di rimuovere i diritti acquisiti e riconosciuti dei lavoratori.

“Il lavoro minorile ruba il futuro ai giovani”.

“Parità tra uomini e donne sul terreno dell’occupazione e dei salari”.

“La precarietà stride con la crescita e lo sviluppo”.

Sono solo alcune delle dichiarazioni che il Presidente della Repubblica italiana, una repubblica fondata sul lavoro, così come indicato nella Costituzione, ha dovuto far presente, non per amplificare la ricorrenza ma per ricordarlo a chi deve amministrare la Repubblica.

Per questi motivi, oggi, così come il 25 aprile, ci si aspetta una ampia partecipazione popolare a questa ricorrenza.