LA MEMORIA, IL PRESENTE E IL COSIDDETTO CATASTROFISMO

Quando Hitler salì al potere molti stettero in silenzio, sperando che il nazismo fosse un fenomeno passeggero di degrado della democrazia e della politica. Questo silenzio portò l’umanità nella Seconda guerra mondiale, e per di più, dopo la Prima, che era risultata un vero e proprio macello.

L’Olocausto non fu il prodotto di una pazzia, gli ebrei non furono l’unico capro espiatorio, milioni di morti, fame, miseria e paura furono lo scenario. 

Il ventre molle e silenzioso della storia e della politica aveva partorito l’Armageddon. Ci salvammo, in qualche modo, a caro prezzo.

Pare che da quella lezione non abbiamo imparato nulla.

Oggi un olocausto ecologico, una specie di Armageddon nell’ambiente, questo sì totale e finale, si annuncia all’orizzonte e molti continuano a definire l’allarme come “catastrofismo”.

I cambiamenti climatici provocano terremoti umani e diseguaglianze, che vediamo ogni giorno sui nostri schermi. 

Migrazioni climatiche dal sud del mondo verso il nord, guerre sanguinose per il controllo delle fonti energetiche, corruzione e caos di valori.

Eppure, in molti stanno urlando, milioni di giovani!! 

Ma lo spavento non è sufficiente a infrangere il ritmo del turbocapitalismo che si avvita su sé stesso, incapace di disegnare un futuro degno per tutti.

Oggi l’antisemitismo continua a vegetare sottotraccia ma altri capri espiatori della crisi globale annegano nel mediterraneo, muoiono di freddo nelle rotte dell’est Europa, centinaia di migliaia di soldati muoiono al fronte di guerre destinate a generare povertà e dolore per intere generazioni future. 

E poi, chi muore sotto una frana, travolto da una piena, sotto una valanga prematura, chi muore per la siccità, di chi è vittima? 

I fenomeni climatici estremi, frutto del riscaldamento improvvido del pianeta, non sono essi causati da un modello produttivo che impoverisce e genera falso benessere, con effetti disastrosi, nel breve e nel lungo periodo?

La “banalità del male” ripercorre indisturbata la storia e, inconsciamente, rischiamo di esserne tutti complici.

L’inazione dei governi contro la crisi climatica, che sta travolgendo il pianeta, assomiglia a quella che fu incapace di fermare il nazismo sul nascere.

Noi lottiamo perché il futuro olocausto non si abbatta sulle nostre e sulle future generazioni, nonostante tutto ottimisti e sorridenti, ma tosti e incazzati con chi mette i bastoni fra le ruote tra la presa di coscienza, l’azione e la dovuta memoria…

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