IN LOMBARDIA TIRA UNA CATTIVA ARIA

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ECCO I DATI

Lo stato di fatto

La cappa di smog che aleggia sulla Pianura Padana, in particolare in Lombardia, è ben visibile dall’alta montagna e certificata dai dati raccolti dalla rete delle centraline dell’ARPA.
Tutti sappiamo che le condizioni orografiche della pianura padana favoriscono il ristagno degli inquinanti ma, finora le misure per contrastare l’inquinamento atmosferico e migliorare la qualità dell’aria, sono state ampiamente insufficienti.

L’Accordo di programma tra il Ministero dell’Ambiente e le Regioni Lombardia, Piemonte, Veneto e Emilia-Romagna, ha prodotto risultati scarsi in termini di misure strategiche e anche le misure temporanee – da attivare quando l’accumulo e l’aumento delle concentrazioni degli inquinanti correlate a condizioni meteo sfavorevoli alla loro dispersione – sono adottate con estrema riluttanza e, in ogni caso, in grave ritardo.

Quando l’inquinamento atmosferico supera la soglia di allarme nei Comuni con popolazione superiore a 30’000 abitanti e in quelli che hanno aderito volontariamente (DGR n. 3606/2020), si applicano le limitazioni temporanee relative al riscaldamento domestico, alle combustioni all’aperto e allo spandimento di liquami zootecnici.

I dati

Dal Rapporto di Legambiente “Mal’Aria di città”, risulta che nessuno dei 102 capoluoghi di provincia italiani monitorati, è riuscito a rispettare tutti e tre i valori limite suggeriti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per la tutela della salute umana e le città lombarde sono ai primi posti per inquinamento dell’aria.
Per rientrare nei limiti, si dovranno ridurre mediamente del 33% le concentrazioni di PM10 e del 61% quelle del PM2.5, la frazione più sottile e più pericolosa delle polveri sottili, e del 52% quelle del biossido di azoto (NO2).

L’indice di qualità dell’aria (IQA) è un indicatore che permette di fornire una stima immediata e sintetica sullo stato dell’aria; per conoscere la qualità dell’aria del proprio Comune, è possibile effettuare la ricerca in questa pagina web (in fondo alla pagina, infatti, si trova la sezione “La qualità dell’aria nel tuo Comune” che, con due menu a discesa, ti permette di selezionare “Provincia” e “Città”:
https://www.arpalombardia.it/Pages/Aria/Modellistica/Indice-qualità-aria.aspx

Per sapere da dove proviene l’inquinamento (da quale attività produttiva e per tipo di combustibile), è possibile consultare l’inventario regionale delle emissioni in atmosfera, INventario EMissioni ARia (INEMAR) realizzato da ARPA Lombardia, per conto di Regione Lombardia:
https://www.inemar.eu/xwiki/bin/view/Inemar/HomeLombardia

Si ricorda che, a prescindere dall’eventuale attivazione delle misure temporanee, sono in vigore le misure strutturali permanenti finalizzate alla riduzione delle emissioni inquinanti in atmosfera e al miglioramento della qualità dell’aria.

Maggiori info: 
https://www.regione.lombardia.it/wps/portal/istituzionale/HP/aria/misure-permanenti

Per maggiori dettagli sulle misure temporanee e sulle misure permanenti, è possibile consultare la relativa pagina informativa, disponibile al seguente link: 
https://www.regione.lombardia.it/wps/portal/istituzionale/HP/aria


DA DOVE VENGONO GLI INQUINANTI

Le tre sorgenti principali di inquinamento atmosferico sono:

  • traffico;
  • riscaldamento domestico;
  • agricoltura.

Vedi l’inventario delle emissioni in atmosfera, INventario EMissioni ARia “INEMAR”:

https://www.inemar.eu/xwiki/bin/view/Inemar/HomeLombardia

Che fare in lombardia?  

A livello generale, bisogna ripensare al modo di vivere urbano, mettendo al centro la vita ed il benessere delle persone, con servizi e negozi di prossimità, ossia a pochi minuti a piedi da dove si abita, ridisegnando le strade, con moderazione della velocità (strade a 30 km all’ora, strade scolastiche), ciclo-pedonalità, micro-mobilità elettrica e pianificare, in modo razionale, la distribuzione di residenze e attività economiche.

Traffico e mobilità

  1. Aumentare la dotazione del trasporto pubblico urbano e regionale con mezzi elettrici, cura del ferro (nuovi treni e potenziamento della rete regionale, miglioramento delle interconnessioni e delle frequenze), rendere più conveniente il trasporto pubblico (tariffe integrate, parcheggi di corrispondenza, servizi flessibili, a chiamata, nelle aree meno urbanizzate).
  2. Incentivare la mobilità elettrica condivisa (micro, bici, auto e cargo bike) anche nelle periferie e nei centri minori peri-urbani, realizzare una rete integrata di ciclovie e corsie ciclabili, aumentare la sicurezza delle strade extraurbane.
  3. Stop immediato agli incentivi pubblici all’acquisto di nuove auto a combustione e alle agevolazioni per i mezzi inquinanti, abolizione delle licenze per inquinare, il cosiddetto Move-in.
  4. Rendere sostenibile il c.d. “ultimo miglio” della distribuzione delle merci (piano regolatore degli orari, promozione dei veicoli 100% elettrici).

Settore residenziale

Riqualificazione energetica dell’edilizia pubblica, incentivi e misure strutturali per la diffusione delle abitazioni a “emissioni zero” e ad alta efficienza energetica, dismissione delle caldaie a gasolio e a carbone e progressivo abbandono di quelle a metano, a vantaggio di sistemi più efficienti alimentati da fonti rinnovabili (es. pompe di calore elettriche). Censimento a livello regionale dei generatori di calore a biomassa, necessario per controllare e revisionare stufe e canne fumarie e per meglio programmarne la sostituzione nel corso del tempo.

Settore agricolo

Nel settore agricolo è necessario:

  1. garantire l’effettivo monitoraggio delle pratiche agricole, al fine di ridurre drasticamente le emissioni di ammoniaca, il controllo sullo spandimento di liquami nei periodi critici invernali;
  2. riconvertire gli allevamenti intensivi, attraverso la riduzione del numero di capi, puntando verso progetti che, riducendo la densità degli animali per superficie, garantiscano il rispetto del benessere animale.

Qualità dell'aria 03
Qualità dell’aria 03

CHE FARE?

Riorganizzare il territorio

Lo sviluppo urbano disordinato e caotico, produce sprechi di risorse e inquinamento.

È urgente una nuova legge urbanistica per riorganizzare e rendere armoniche le relazioni tra le città e le campagne.

Lo sviluppo territoriale non può essere solo frutto delle esigenze del libero mercato.

Per mettere al centro la vita e il benessere delle persone è fondamentale il ruolo di indirizzo del settore pubblico.

La possibilità di accedere a servizi di qualità (scuole, ospedali, cultura) va garantita a tutti, non può essere un privilegio di pochi.

Crediti immagine: https://circularity.com


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PilloleAria-04

Distribuire meglio le funzioni

Distribuzione razionale di residenze, attività economiche, senza dimenticare il ruolo fondamentale svolto dai servizi ecosistemici (rete ecologica, parchi, boschi, oasi naturali) producono benessere e riducono le diseconomie.

Per ridurre le diseconomie, lo spreco di territorio e l’inquinamento conseguente, serve una visione ampia, un disegno organico che consideri tutte le relazioni tra residenze, attività economiche, mobilità e ambiente.,

Nelle città servono servizi e negozi di prossimità, a pochi minuti a piedi da dove si abita.

Nelle aree rurali, meno popolate, dove è più difficile garantire la presenza di tutti i servizi, i trasporti pubblici devono essere efficienti e ben organizzati per permettere di raggiungere agevolmente scuole, università, ospedali, luoghi di lavoro, cinema e teatri.

Crediti immagine: 
– Città di Parigi, il modello di quartiere a 15 minuti.


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Il trasporto pubblico da cenerentola a protagonista principale

  1. Aumentare la dotazione del trasporto pubblico urbano e regionale con mezzi elettrici;
  2. “Cura del ferro” (nuovi treni e potenziamento della rete regionale, miglioramento delle interconnessioni e delle frequenze);
  3. rendere più conveniente il trasporto pubblico (tariffe integrate, parcheggi di corrispondenza, servizi flessibili, a chiamata, nelle aree meno urbanizzate.)

Crediti immagine:
Agenda Verde


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Le misure per il traffico e la mobilità

  1. Servono strade sicure, correre meno per arrivare tutti.
     
  2. Incentivare la mobilità elettrica condivisa (micro, bici, auto e cargo bike) anche nelle periferie e nei centri minori peri-urbani, realizzare una rete integrata di ciclovie e corsie ciclabili, aumentare la sicurezza delle strade extraurbane.
  3. Stop immediato agli incentivi pubblici all’acquisto di nuove auto a combustione e alle agevolazioni per i mezzi inquinanti.
  4. Abolizione delle licenze per inquinare, il cosiddetto Move-in.
  5. Rendere sostenibile l’ultimo miglio della distribuzione delle merci (piano regolatore degli orari, promozione dei veicoli 100% elettrici).
  6. In città strade a 30 km l’ora e strade scolastiche nei quartieri residenziali.
  7. A livello extraurbano controllo della velocità e costruzione di una rete ciclabile integrata.

Crediti immagini:
– Atlante Europeo della Mobilità
– Bikenomist rendering strada multifunzionale in viale Sarca  
– Agenda Verde 

6 – continua


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Una casa sana per tutti nella regione più ricca d’Italia

  1. Riqualificazione energetica dell’edilizia pubblica, ristrutturazione delle case fatiscenti e immediata assegnazione a chi ne ha bisogno. Mai più case popolari vuote, abbandonate all’incuria.
  2. Misure strutturali per la diffusione delle abitazioni a “emissioni zero” e ad alta efficienza energetica, edilizia residenziale sociale in classe A.
  3. Dismissione delle caldaie a gasolio e a carbone e il progressivo abbandono di quelle a metano, a vantaggio di sistemi più efficienti alimentati da fonti rinnovabili (es. pompe di calore).
  4. Censimento a livello regionale dei generatori di calore a biomassa per controllare e revisionare stufe e canne fumarie e programmarne la sostituzione.

Crediti immagine:
– Redação SustentArqui Casa ecológica na Bahia, un esempio brasiliano di architetture organica
– Cenni di cambiamento, Milano
– Edilizia residenziale sociale in Classe A

7 – continua


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Il settore agricolo

Nel settore agricolo è necessario:

  1. garantire il monitoraggio delle pratiche agricole e il controllo sullo spandimento di liquami nei periodi critici invernali, con lo scopo di ridurre drasticamente le emissioni di ammoniaca (da cui provengono gli ossidi di azoto);
  2. riconvertire gli allevamenti intensivi, attraverso la riduzione del numero di capi, puntando verso progetti che, riducendo la densità degli animali per superficie, garantiscano il rispetto del benessere animale;
  3. favorire la diffusione di pratiche agricole che non danneggiano il territorio e tutelano la salute delle persone.

Crediti immagine:
– WWF, UK, “Future Of Feed: How Low Opportunity  Cost Livestock Feed  Could Support A More Regenerative UK Food System”