AREA CARGO MALPENSA: BRUTTE NOTIZIE PER LA BRUGHIERA DEL PARCO DEL TICINO

Al Senato un emendamento della maggioranza salva l’ampliamento della Cargo City di Malpensa bocciato dalla Valutazione di Impatto Ambientale. La foglia di fico, per aggirare il parere negativo del Ministero dell’Ambiente e alienare 44 ettari di brughiera nel Parco del Ticino, è il “miglioramento della qualità dell’aria”.

Con una visione creativa della “sostenibilità ambientale”, si ritiene, senza nessuna base scientifica, che per ridurre l’impatto del traffico stradale è necessario incrementare il traffico aereo, realizzando integralmente il progetto del MASTERPLAN 2025.

Per bypassare l’esito negativo della Valutazione Ambientale del Ministero dell’Ambiente, l’ampliamento dell’area merci viene classificata “opera strategica di preminente interesse nazionale con caratteri di indifferibilità, urgenza e pubblica utilità”, quindi con una procedura semplificata sarà possibile realizzare le opere sui 44 ettari di brughiera del Parco del Ticino, anziché all’interno del sedime aeroportuale, come richiesto dai comuni e dalle associazioni locali.

La settimana prossima il decreto andrà alla Camera e i margini per una bocciatura diventano sempre più stretti. Un duro colpo alla biodiversità e al benessere collettivo, sacrificati nell’interesse immediato del commercio privato.

Purtroppo l’assemblea dei sindaci del territorio interessato, a causa dell’opposizione delle destre, non è riuscita ad istituire il Sito di Interesse Comunitario (SIC) che avrebbe potuto salvare la brughiera.

TRE DOMANDE:

  1. Le merci arrivate in volo come se ne andranno da Malpensa?
  2. Perché il ponte sullo stretto di Messina anziché un’area cargo in un aeroporto siciliano?
  3. L’infrastruttura di trasporto meno inquinante è la ferrovia, che in Italia trasporta solo il 13% delle merci, se si vuole ridurre l’inquinamento atmosferico non sarebbe il caso di adottare la cura del ferro?

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